Nuova locanda

Ecco la seconda locanda che vi consigliamo!

 

IL GUFO CON IL LUMINO

Si cammina da molto sotto alle volte degli alberi, calpestando le foglie e la terra del bosco. Mi sta venendo in mente un pezzo del ritornello di quella canzone di Vecchioni: “…e se verranno gli indiani coi lunghi coltelli, noi daremo le botte le botte anche a quelli…” beh, diciamo che gli indiani nel bosco della Mesola non è facile trovarli…e le botte,noi? A chi? Da davanti arriva la voce di Elena “Chi ha avuto l’idea di cercare questa locanda?” “Ti ricordo che abbiamo anche un girone infernale da mandare avanti oltre alla rivista e al blog” “ Ma certamente non li mandiamo avanti se ci perdiamo in mezzo ad un bosco e moriamo tentando di uscirne!” Beh, direi che Elena non ha tutti i torti…Ma perchè ci perdiamo sempre?? Questa cosa rimarrà un mistero per me…Quando ecco che all’improvviso, come una visione (e speriamo che non lo sia davvero!) appare la locanda. Ecco, non è che si materializza dal nulla davanti ai nostri occhi. Il bosco si dirada pian piano e ci troviamo in una radura. Gli unici alberi che ci sono in questo spiazzo sono quelli che circondano la locanda. Due di questi la avvolgono come una tenda. Ci avviciniamo al la costruzione in legno e pietra e diamo un’occhiata all’insegna per essere sicure di non aver sbagliato: IL GUFO CON IL LUMINO. Siamo nel posto giusto. Apriamo la porta ed entriamo. Le pareti sono di un color rosso che riscalda e rende confortevole l’ambiente. Attaccate ai muri a distanza regolare ci sono delle lanterne dalla forma di testa di gufo, con la candela all’interno che fa uscire la luce in modo suggestivo dagli occhi e dal becco aperto. I tavoli sono di legno, posti a circondare il bancone rotondo dell’oste che si trova al centro della sala. Attorno ad esso, in alto, sono appese pentole di rame, bicchieri e vari oggetti. Non è piena di persone, ma d’altra parte non siamo ancora nel pieno dell’orario. Ci sediamo ad un tavolo e l’oste in persona ci porta il menù fisso, dandoci il benvenuto con un sorriso


MENU’ FISSO


PENNE CON SALSICCIA


Ingredienti per 4 persone:

350 g di penne

200 g di salsiccia

50g di parmigiano grattugiato


80g di burro

sale


fate cuocere le penne, tendendole un po’ al dente, in abbondante acqua bollente salata. Scolatele e conditele con 30 g di burro e 30 g di parmigiano grattugiato.

A parte fate sciogliere, senza soffriggere, 50 g di burro, mescolatevi il parmigiano grattugiato e la salsiccia spellata e sbriciolata.

Versate il condimento così preparato sulla pasta, rimestate, coprite e mettete sul fuoco debolissimo per 2 minuti circa.servite nel recipiente di cottura,


in alternativa alle penne potete utilizzare i maccheroni.

 

RICETTA MEDIEVALE: “CORMARYE”


1,5 kg di arista di maiale, ¼ di litro di buon vino rosso, 1 tazzina di brodo, 2 spicchi d’aglio tritati grossolanamente, 1 cucchiaino di coriandolo in polvere, 1 cucchiaino di cumino in polvere, un cucchiaino di pepe macinato, sale.


Mischiate il vino, l’aglio, il coriandolo, il cumino e il pepe e mettetevi in infusione per qualche ora la carne in cui avrete praticato dei piccoli tagli per farla insaporire bene. Salate. Arrostite in forno caldo per 1 ora e mezzo bagnando spesso. Quando la carne è cotta, scolatela e tenetela in caldo. Aggiungete il brodo al sugo di cottura, portate a ebollizione e servite insieme alla carne.


Acqua

Mangiamo con buon appetito dopo la lunga camminata nel bosco, appetito che viene pienamente soddisfatto da quello che stiamo gustando. Guardandoci intorno nella sala, Elena attira la mia attenzione su un particolare che non avevamo notato entrando: in un angolo del bancone c’è un trespolo e sopra, appollaiato tranquillamente, c’è un magnifico esemplare di gufo. A lato appoggiato al trespolo c’è un piccolo porta lume, di quelli che contengono le piccole candele piatte. Sorridiamo alla nota pittoresca e capiamo così il nome della locanda. Terminato il pasto ci alziamo e andiamo alla cassa per pagare. Non abbiamo speso molto, considerato quello che abbiamo mangiato. Commentiamo il fatto mentre ci avviciniamo all’uscita quando improvvisamente, accompagnato da uno stridio, il gufo esce da una delle finestre, stringendo il lumino negli artigli. Apparentemente siamo le uniche a rimanere stupite dal fatto. Divertito dalle nostre facce, un vecchio signore, probabilmente un abituè, si avvicina e ci spiega: “E’ il suo mestiere. Parte ogni giorno al tramonto con il lumino nella zampa. Va a guidare le anime dei trapassati verso dove devono andare. E’ da un sacco di tempo che lo fa”. Il tramonto. Cavolo, non credevamo che fosse così tardi! Usciamo e troviamo il sentiero che ci hanno indicato, stavolta siamo sicure di non perderci. Incamminandoci per la nostra strada osserviamo in silenzio la sagoma che si allontana sempre di più, piccola nel cielo rosso e giallo del tramonto.

………..

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?…);
e c’era quel pianto di morte…
chiù…

……………

(“L’assiuolo” Giovanni Pascoli)

 

Nuova locandaultima modifica: 2009-10-30T10:19:00+01:00da ele_ely
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Un pensiero su “Nuova locanda

  1. Interessantissimo. A me piace cucinare (ahimè ho così poco tempo!) però a volte accade che mi piacerebbe saper abbinare i gusti e i sapori, ma non so come imparare, non so dove trovare informazioni.
    Ma questo sito è un buon punto di partenza.

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